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I fantastici pianeti di PININ CARPI

Continua la rassegna "Galleria delle lavagne", a cura di Carla Zaffaroni e Susanna Carpi . È un grande onore per una scuola ospitare le opere autentiche di un illustre artista, scrittore, poeta e uomo di cultura, Pinin Carpi.

Nel corso della sua creativa e produttiva vita, ha scritto, illustrato e pubblicato una cinquantina di libri; tutti racchiudono gioia, allegria, piacere e bisogno di pensare e far pensare. Scrive e dipinge in modo colto, con le parole e i colori dei bambini, ci conduce in un universo immaginifico, inedito incantato, che rimane ancorato al reale evidenziando le sue contraddizioni, con soluzioni felici e mai banali.

Da macchie di colore apparentemente casuali, emergono pianeti, spazi, personaggi che non si finisce mai di esplorare, per rimanerne incantati.

Milano, Via Rosalba Carriera 12

Inaugurazione 13 novembre 2018 h 17,15

suoneranno gli allievi della scuola alcuni brani del compositore Fiorenzo Carpi

Fino al 21 dicembre

Dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 18,30

Per visitare la mostra è necessario prenotarsi al n. 02.88444500

PININ CARPI

Biografia

Pinin Carpi, scrittore, illustratore e saggista italiano di libri per l’infanzia, nasce a Milano l’11 luglio del 1920 in una casa che si trova nei pressi di via San Marco, la casa, come lui raccontava era anche vici-na al mulino ad acqua di una fabbrica di cioccolato. Figlio del pittore Aldo Carpi, cresce in una famiglia di artisti: il nonno materno Cecilio Arpesani era architetto, il padre Aldo pittore, uno zio da parte di padre lo scultore Libero Andreotti. Artisti saranno anche i suoi fratelli: Fiorenzo, musicista, e Cioni, pittore. Pinin comin-cia fin da bambino a scrivere racconti, romanzi e poesie e a disegnare e dipingere, confezionando veri e propri libri con forbici e colla. Nel 1941, quando ha 21 anni, Garzanti pubblica un libro illustrato da lui, Saranga il cacciatore dell’esploratore inglese Attilio Gatti.

Compiuti gli studi classici al Liceo Beccaria, si iscrive a lettere, per poi passare ad architettura. La guerra interrompe i suoi studi e Pinin entra nella lotta partigiana – e del resto la lotta contro il fascismo coinvolge tutta la famiglia: il padre Aldo viene deportato a Mauthausen, da cui riuscirà a tornare, mentre il fratello Paolo, catturato a 17 anni nel corso di una riunione della Resistenza, viene ucciso nel campo di Flossenburg.

Arrestato più volte, dopo la liberazione Pinin lavora all’ufficio stampa del CLN Alta Italia. In seguito lavora al Touring Club Italiano, dove gli viene affidata la collana Attraverso l’Italia per la quale realizza tre volumi. Quando può continua a scrivere, ma nel 1951 smette di dipingere. Capo ufficio stampa dell’Automobile Club di Milano, è intanto critico teatrale e di musica jazz del quotidiano 24 Ore e collabora con varie riviste, come Linea Grafica.

Nel 1960 diventa capo ufficio stampa della casa editrice Garzanti e via via si dedica anche alla critica d’arte, e in particolare dal 1963 dirige la rivista Arte Club del Club del Libro d’arte di Garzanti, fino alla sua chiusura nel 1966. Intanto collabora con la rivista Atlante della De Agostini per cui realizza ampie monografie.

Il lavoro di scrittore

Nel 1964 scrive il primo romanzo per bambini, Cion Cion Blu, che verrà pubblicato da Garzanti solo nel 1968.

Molto importante è per lui l’incontro con Gianna e Roberto Denti, “inventori” della Libreria dei Ragazzi, nata nel 1972 a Milano e seconda libreria in Europa dedicata alla letteratura per l’infanzia e l’adolescenza: Gianna e Roberto comprendono il valore del lavoro di Pinin Carpi e contribuiscono in modo fondamentale a far conoscere la sua opera in Italia.

Nel 1970 Pinin si dedica a un lungo e complesso lavoro sul diario scritto clandestinamente da suo padre Aldo (sotto forma di lettere alla moglie Maria) nel campo di concentramento di Gusen-Mauthausen, traformandolo in un racconto sull’intera de-portazione. Il volume uscirà da Garzanti nel 1971 col titolo di Diario di Gusen.

Le illustrazioni e l’arte

I libri di Pinin Carpi sono finora illustrati da altri, finché un giorno Gianna Denti gli chiede una dedica a un libro. Per fare una cosa un po’ speciale Pinin l’accompagna con un acquerello. E da quel momento riprende a dipingere e comincia a illustra-re da sé i suoi libri: il primo è Le avventure di Lupo Uragano, che esce nel 1975.

Nello stesso anno comincia a ideare quella specie di “antienciclopedia” che è Il mondo dei bambini, lavoro che lo impe-gna per più di cinque anni.

Intanto progetta la serie L’arte per i bambini (pubblicata da Vallardi tra il 1973 e il 1993) un modo innovativo per avvici-nare i bambini all’arte, raccontando storie le cui illustrazioni consistono in una sequenza di quadri di un grande pittore, sulla quale Pinin Carpi costruisce la storia. Usciranno otto volumi coi dipinti di Klee, Van Gogh, Rousseau, Matisse, Nolde, Goya, Canaletto, Vermeer.

A partire da questi anni si dedica quasi interamente ai libri per bambini, sia scrivendoli sia illustrandoli e prima della pub-blicazione li racconta ai suoi figli (ne ha cinque: Anna, Valentina, Paolo, Susanna e Mauro), e in seguito a moltissimi altri bambini. Per molti anni lo affianca nel lavoro di illustrazione la moglie la pittrice Marilena Rescaldani.

La cultura visiva

Va detto che la sua attività di illustratore ha trovato un terreno fertile nella ricchezza di immagini dell’ambiente in cui è cresciuto: come le opere del padre Aldo e di tanti altri artisti, le numerose e bellissime riviste d’arte che arrivavano a casa sua e i tanti libri d’arte.

In particolare influenzano il suo lavoro di illustratore i pittori olandesi e fiamminghi del Cinque e Seicento e i dipinti dell’antica pittura cinese. Tra gli illustratori ama specialmente i nordici, anzitutto Arthur Rackham, ma anche Gustave Doré, Edmond Dulac, Beatrix Potter, Kate Greenaway, Rose O’Neill. Spunti notevoli gli derivano anche dalle strisce “americane” del Corriere dei Piccoli, specialmente dal Mio Mao di Pat Sullivan, e da quelle di Tofano, di Rubino e di tanti altri.

Il vero avvio però, come Pinin Carpi racconta, è stato guardar dipingere e disegnare (in molti casi anche come modello, come nel Davide che incontra Betsabea in una vetrata del Duomo di Milano)
il padre Aldo Carpi.

Pinin Carpi continua a lavorare fino agli ultimi mesi della sua vita. Si spegne a Milano il 31 dicembre 2004.

 

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