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SCUOLA-CITTÀ PESTALOZZI DI FIRENZE

Scuola-Città Pestalozzi, fondata nel 1945 da Ernesto Codignola, apre le sue porte esattamente il 15 gennaio, all’indomani della fine della seconda guerra mondiale, con obiettivi ben precisi: offrire un servizio sociale alle famiglie disagiate del quartiere di Santa Croce e costituire uno spazio educativo per la formazione democratica del cittadino.

La Scuola nasce come scuola di Differenziazione Didattica, nome dato allora alle scuole sperimentali, a tempo pieno (l’orario è di otto ore ed include la mensa) e comprende otto classi dalla prima all’ottava. Dal punto di vista pedagogico, l’obiettivo di formazione democratica del cittadino si realizza su due direttrici: l’educazione dei ragazzi all’autogoverno (applicando il metodo antiautoritario e gestendo insieme la scuola, adulti e ragazzi, come se fosse una città con tanto di sindaco, assessori, consiglieri, ecc.) e l’educazione all’autoaffermazione (attraverso una forte valorizzazione di attività di vita quotidiana - tipografia, falegnameria, orto, giardino, ecc. - da cui gli alunni traggono le motivazioni ad apprendere).

Sotto la direzione di Raffaele Laporta, nominato nel 1958, nasce il Collegio degli insegnanti, che doveva determinare le linee educative della scuola, ed il Consiglio di Direzione, organo esecutivo più ristretto costituito dal Direttore e da alcuni insegnanti, chiamati a condividere le responsabilità di gestione. Nascono anche i gruppi pomeridiani interclasse di attività opzionali.

Nel 1963 quando viene istituita la Scuola media unica, Scuola-Città è la prima che sperimenta un percorso unitario dell'obbligo scolastico.

Nel 1975, sulla scorta del DPR 419/74 che introduceva nella scuola la ricerca e la sperimentazione legandole all’aggiornamento degli insegnanti, il Ministero della Pubblica Istruzione riconosce Scuola-Città come scuola totalmente sperimentale. Nello stesso periodo, in occasione del trentennale dalla fondazione della Scuola, viene organizzato un Convegno su “Valore politico e pedagogico del Tempo Pieno”. È a partire da quegli anni che il tempo pieno si diffonderà su tutto il territorio nazionale.

Alla fine degli anni ’70, Scuola-Città inizia un nuovo percorso di innovazione sia a livello strutturale sia a livello didattico; inoltre, viene avviato un lavoro di riflessione e studio sul problema della continuità nella scuola di base.

Nel 1980 è messo a punto il primo Progetto per la “Continuità tra scuola elementare e media”, organizzando le classi in quattro bienni, di cui il terzo acquista una specifica rilevanza come elemento di connessione fra i due gradi di scuola dell’obbligo. La sperimentazione prosegue ancora oggi con variazioni ed approfondimenti, mantenendo sempre l’ingresso dei professori nella V classe per alcune ore in compresenza con i maestri.

Nel 1985, con un nuovo decreto, il Ministero della Pubblica Istruzione conferma l’autonomia didattica e ordinamentale della scuola con i suoi Organi Collegiali, un Direttore Generale della Sperimentazione e con uno specifico organico di docenti composto da insegnanti utilizzati sul Progetto di sperimentazione. La scuola continua però ad essere aggregata, per la gestione amministrativa, ad un’altra Istituzione Scolastica a causa dell’esiguo numero sia di alunni sia di insegnanti.

Negli anni ’90, dopo la verifica del primo Progetto di sperimentazione, quelli successivi diventano ottennali con verifica intermedia dopo i primi quattro anni. Si sviluppa, da questo momento e in modo articolato, con il supporto dell’Università e dell’allora IRRSAE Toscana (Istituto Regionale di Ricerca, Sperimentazione e Aggiornamento Educativi, ora IRRE), l’approccio metodologico del lavoro per progetti, che diventa l’asse portante del Progetto di Sperimentazione 1992/2000.

Altro fondamentale focus della sperimentazione di questi anni è il funzionamento delle equipe dei docenti di biennio che divengono stabili, cioè gli insegnanti restano fissi nelle classi del biennio, mentre gli alunni proseguono nel biennio successivo con altri insegnanti (questo al fine di costruire un’intesa ed un linguaggio comune tra insegnanti, nonché una ‘specializzazione’ rispetto alle fasce d’età). Da quest’esperienza abbiamo tratto importanti indicazioni sulla gestione del lavoro del team docente e sulle problematiche inerenti alle relazioni fra adulti; questo ci ha indirizzato ad intraprendere un periodo di formazione specifico negli anni successivi.

Nel 1995, in occasione del cinquantesimo anniversario dalla sua fondazione, Scuola-Città organizza un Convegno su "Sperimentazione nella scuola di base" con attività seminariali e di laboratorio.

Qualche anno più tardi, nel 1997, la scuola diventa anche "Centro risorse per la formazione dei docenti", formalizzando così la sua attività nell'ambito della documentazione, divulgazione e offerta di pacchetti formativi. Viene stipulata anche una Convenzione con la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università degli Studi di Firenze che stabilisce una collaborazione per ricerche di interesse comune e per il tutoraggio e il tirocinio degli studenti. La stessa collaborazione si estende presto anche alle SSIS, Scuole di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario.

Nel 2000 parte un nuovo Progetto di sperimentazione (2000-2008), con una prima verifica a metà del percorso previsto, che ha come assi portanti interrelati:

  • L'educazione affettiva;
  • L'ipotesi di elaborazione e sperimentazione di un'articolazione del curricolo per competenze trasversali;
  • Lo sviluppo del lavoro per progetti e quello di modalità di autovalutazione e di valutazione intersoggettiva per gli alunni e per i docenti;
  • Un’organizzazione oraria adeguata alle mutate esigenze educative e sociali del contesto di cui la scuola fa parte.

In particolare l’educazione affettiva diviene oggetto di riflessione e aggiornamento per tutto il Collegio, al fine di costruire un curricolo ottennale caratterizzato da attività specifiche e curate da un insegnante qualificato della scuola. Una parte dell’orario di detto insegnante è dedicato allo “sportello” per l’accoglienza di docenti, genitori e alunni, un’altra parte al coordinamento, in collaborazione con gli insegnanti delle varie équipe, dei percorsi educativi all’interno delle classi.

Viene inoltre approfondita quella che è sempre stata una peculiarità della nostra scuola: l’attenzione alle relazioni scuola-famiglia, per una condivisione delle scelte educative e una collaborazione attiva nel rispetto reciproco delle competenze delle due parti. Il Progetto genitori, costruito negli ultimi anni, trova la sua prima occasione di diffusione nel numero 6/2003 de “Il Nostro Piccolo Mondo” con allegato il Calendario 2004.

La finalità del Progetto è l’ulteriore sviluppo di alcuni aspetti da sempre presenti a SCP: la ricerca di comunicazione ed interazione diretta tra genitori, docenti e alunni, per una maggiore continuità tra scuola e famiglia, la condivisione dell’approccio laboratoriale della scuola e l’apertura degli spazi e delle esperienze scolastiche al quartiere.   I momenti più significativi del Progetto genitori (attuato anche in collaborazione con la GASP - Associazione dei Genitori Alunni Scuola-Città Pestalozzi) sono stati: il supporto tecnico ed operativo all’interno dei vari laboratori didattici, la partecipazione al progetto di intercultura “Il Brasile è un aquilone”, l’organizzazione di cicli di incontri-conferenze aperte al quartiere, la realizzazione di spettacoli teatrali ed interventi di ripristino ed arredamento degli ambienti scolastici.

Nel febbraio del 2003 inizia la fase di crisi strutturale, seguita da un lungo periodo di elaborazione di un nuovo Progetto che porterà al Decreto Ministeriale in vigore.

Nell’aprile del 2004, Scuola-Città insieme con altre otto scuole dell’Area Fiorentina e in collaborazione con l'Università di Firenze organizza il convegno “Il patrimonio educativo delle scuole dell’area fiorentina”, occasione di scambio di buone pratiche sulla centralità del bambino nei processi di insegnamento-apprendimento, sul curricolo e sull’organizzazione della scuola, alla luce della normativa sull'autonomia scolastica e della riforma in corso.

Per tutto l’anno scolastico successivo, 2004-05, attraverso incontri seminariali e gruppi di lavoro, viene attuato un lavoro di promozione di una rete di scuole interessate a portare avanti la peculiare tradizione pedagogica fiorentina e della Toscana. Finalmente, dopo il Convegno realizzato alla fine dell’anno scolastico, il 5 luglio 2005 otto scuole sottoscrivono la Convenzione che formalizza la Rete “Scuole e Città”.

Inizia così un periodo di intensa collaborazione sia a livello di coordinamento, sia di gruppi di lavoro fra le scuole aderenti alla rete che sfocia nel Convegno del giugno 2006 dal titolo “Il filo del discorso - didattica, pensiero critico, cittadinanza attiva”.

A livello nazionale, insieme con le scuole sperimentali Rinascita di Milano e Don Milani di Genova, viene elaborato un Progetto per una nuova proposta di sperimentazione (ai sensi dell’Art. 11 del DPR n. 275/99) sulle “Scuole laboratorio” - Strutture su base territoriale per la formazione dei docenti e la ricerca nelle scuole dell’autonomia”. Viene presentata al Ministero nel dicembre del 2004 e la prima approvazione definitiva, con Decreto Ministeriale, avviene il 10 marzo 2006.

Per leggere per intero il progetto di sperimentazione e per approfondimenti:

http://ospitiweb.indire.it/~fimm0011/progetto/progetto.htm

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