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LA SCUOLA DON MILANI DI GENOVA

La Scuola Media Sperimentale “Don Milani” di Genova, come entità autonoma totalmente sperimentale, nasce ufficialmente nel 1976, quando le sue 15 classi e i rispettivi docenti si scorporano dalla Scuola Media “C. Colombo” con cui avevano collaudato fino ad allora un modello di scuola che integrava il tempo scuola del mattino con l’attività del pomeriggio e che risale a sperimentazioni precedenti iniziate già nel 1967 in alcune classi ex-differenziali.

La storia della scuola si può suddividere e riassumere in quattro tappe fondamentali.

La prima tappa risale appunto al 1976 ed è caratterizzata da un nuovo orario e da una “messa a punto” delle sperimentazioni precedenti. Mentre prima, alle classi veniva semplicemente offerto il prolungamento quantitativo del tempo-scuola che non risolveva il problema della ghettizzazione dei bambini problematici, nel nuovo progetto si abolisce l’idea di “doposcuola tradizionale” e ci si evolve, superando l’approccio settoriale delle discipline, verso “…ore di attività speciali… (svolte in compresenza tra più insegnanti e che riguardavano lavori interdisciplinari), effettuate indifferentemente al mattino o al pomeriggio, alternate alle ore di insegnamento curricolare…”, così “..le classi erano impegnate in lavori interdisciplinari che risultavano più graditi del tradizionale approccio alle varie materie…”.  Si sperimenta pertanto una scuola integrata con laboratori per classi parallele. Cinque anni prima dell’entrata in vigore dei nuovi Programmi per le scuole medie, se ne anticipavano così alcuni fondamentali principi ispiratori, che risultano ancora fortemente attuali. La riflessione della scuola don Milani oggi è tornata infatti a recuperare gli orientamenti enunciati nei documenti del 1974. Nel 1981 abbiamo la seconda tappa.

Dopo ripetute verifiche e aggiornamenti si è approdati alla quarta tappa con “Progetto di rinnovo con modifiche” della sperimentazione del 31/5/1996 che si fonda sui seguenti punti qualificanti:

  1. Recupero di equilibrio tra aree formative e disciplinari diverse: è estesa la funzione e il peso nel curricolo delle discipline artistiche, musicali e motorie;
  2. Ricerca di integrazione tra aree disciplinari affini e disaggregazione del blocco disciplinare umanistico-letterario (cattedra di italiano e storia-geografia) con la creazione di due laboratori:
  • Un laboratorio d’incontro con le discipline tecnico/scientifiche in cui trovavano accoglienza le discipline geo-storico-sociali (uso di strumenti quantitativi e di indagine ambientale);
  • Un laboratorio d’incontro con le discipline estetico/espressive in cui trovavano accoglienza segmenti legati alla didattica dell'italiano (poesia, creatività linguistica e letterarietà del linguaggio naturale).

Nell’anno scolastico 1997/98 la flessibilità si è espressa soprattutto nelle Attività Opzionali: una trentina di attività indipendenti dai curricoli, ma ad essi collegati, che si svolgono in due pomeriggi o al sabato mattina. L’opzionalità consiste in un primo momento nel far scegliere le attività ai ragazzi e successivamente in una negoziazione con il Consiglio di Classe (Percorsi Orientati).

Nel 1999/2000 si prevedono per le prime classi Percorsi di Ambientamento, una sorta di avvio alle pratiche di apprendimento, mentre per le classi terze si organizzano Corsi di studio.

Dal 2000/2001 la necessità di corrispondere ad un monte ore annuo per il tempo prolungato ha portato l’Istituto a progettare percorsi individualizzati stabiliti dai Consigli di Classe.

La storia della Don Milani è caratterizzata comunque da alcune idee guida scaturite anche dal confronto con un’utenza fortemente eterogenea e dalla necessità di fare i conti con una situazione oggettiva tanto problematica quanto stimolante.

Il percorso, da questo punto di vista, può essere riassunto come passaggio dalla risposta al “problema diversità”, alla valorizzazione della “risorsa diversità”.

La scuola nel suo percorso ha tenuto sempre presenti:

  • Centralità del discente e l’importanza della dimensione sociale nei processi di apprendimento;
  • Ricerca e costruzione della motivazione come fattore determinante del successo scolastico;
  • Superamento di precoci ed esclusive separazioni (apprendimento in contesto, teoria e pratica, mente e manualità, esercizio delle abilità e produzione con l’abilità, discipline interdisciplinarietà);
  • Adattamento ai ritmi e alle modalità individuali di apprendimento.

Per leggere per intero il progetto di sperimentazione e per approfondimenti:

http://www.donmilanicolombo.com/1_scuola_laboratorio.html

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